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Giorni fà a causa dell’influenza ero obligata a  stare a  casa  :-(,e mentre sfogliavo la  riviste risevate dell’ordine professionale “Biologi Italiani”, mi sono imbattuta in un articolo molto interessante: “mangiare bene per non dimenticare.”

Ho pensato subito che sarebbe stato utile condiverlo, con le tante persone appassionate di nutrizione, sana alimentazione e benessere.

Cosa stai pensando leggendo il titolo l’ articolo?

Forse starai pensando:<quest’articolo non fà per me:>

Invece ti sbagli! Sembrerebbe indirizzato esclusivamente alla fascia della popolazione senile ma non è così !

Quante volte hai incontrato per strada una persona con la quale pur istaurando una piacevolissima conversazione ma non  ricordavi nè  il nome e nè il luogo dove vi eravate conosciuti, ed hai pensato in cuor tuo :< è un inizio di Alzheimer:> 😥

Sicuramente questa non  è la sede per stabilirlo. In ogni caso secondo diversi studi recenti, il morbo di Alzheimer, i deficit cognitivi riguardante il linguaggio (afasia), dei movimenti finalizzati ( aprassia) e del riconoscimento di oggetti e persone (agnosia), anche se momentanei andrebbe combattuti e prevenuti con una sana l’alimentazione.

In uno studio condotto dal Rush Univer Medical Center di Chicago è stato associato l’avanzare del declino cognitivo ad una dieta a più alto contenuto di rame libero  e grassi saturi.

Ti chiederai quali sono le fonti alimentari di rame?

Gli alimenti più ricchi in rame sono : carne, fegato, molluschi, noci, nocciole, cereali e legumi.Quello a cui bisogna porre l’attenzione, non sono tanto le fonti alimentari, che nell’arco di una dieta bilanciata  ed equilibrata possono esser controllati, ma i vari utensili da cucina che contengono rame e possono dare origene a cessione negli alimenti, causando fenomeni di tossicità ,in quanto il rame si accumula nel fegato.

Quindi,quello che desta pericolo è il rame libero e non quello alimentare . Non dimentichiamo che questo oligoelemento (il rame) svolge un ruolo molto importante nella regolazione di alcune funzioni dell’organismo  riguardante il metabolismo dei globuli rossi, ed è coinvolto nella protezione del sistema nervoso,nella pigmentazione dei capelli e della pelle.

Quindi bisogna evitare eccessi di rame libero e nocivo.

Le fonti di grassi saturi quali sono?

Esistono diversi fonti alimentari di grassi saturi come :burro, lardo, formaggi grassi , panna, olio di cocco, olio di palma ed tutti i  prodotti trasformati  che da essi derivano (biscotti, merendine, sneck vari).

La ricercatrice  Rosana Squitti, del Fratebenefratelli all’isola di Tiberina  afferma che il rame non cerulo-plasminico ovvero quello  libero e/o tossico nasce da un alterato  metabolismo  del rame che il nostro orgaismo non riesce ad elimanare .

Questa affermazione nasce da uno studio condotto dalla stessa ricercatrce con un team di colleghi. Hanno tenuto sottocontrollo 144 pazienti affetti da demenza cognitiva lieve, arrivando alla conclusione che nei soggetti con livelli elevati di rame libero risulti triplicato il rischio di sviluppare l’Alzheimer.

Per questo si consiglia una dieta ricca di verdure e frutta fresca , con una dose adeguata e quotidiana di vitamna B12 ed E , ed una riduzione di grassi saturi, come quelli contenuti nelle carni rosse .

inoltre, il regime nutrizionale deve esser supportato da due ore di sport a settimana .

Gli studiosi con l’aiuto dei chef  hanno  ideato una pietanza a base di pesce azzurro , la ricciola marinata all’aceto basamico  bianco con neve di melograno. 

Si tratto di un piatto dalle qualità  organolettiche e nutrizionali particolari ,spiega Giacinto Miggiano , direttire dell’unità di dietetica del Policlinico  “Gemelli” ad  elevato contenuto di acidi grassi omega 3 , di vitamine B1 e B6, altre vitamine (B12), e a ridotto contenuto di rame .

Conclusione una corretta alimentazione  che  riduca  il rischio di Alzheimer è basata sul consumo di pesce azzurro ricco di omega 3vitamine del complesso B tra cui la  B12 (cobalamina), frutta e verdura di stagione, vitamina E proveniente dall’olio extravergine di  oliva  .

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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